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14a Edizione "il Gerione"

Campagna (SA)

Maggio – 26 Maggio

"Lo spazio bianco"

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Comunicato 4 PDF Stampa E-mail

1^ RASSEGNA NAZIONALE SCUOLA&TEATRO
AUDITORIUM DELL’IST. “G. PALATUCCI”
QUADRIVIO DI CAMPAGNA
COMUNICATO N.° 4
IMPRESSIONI DI VIAGGIO
L’ impressione era come sempre concitata, l’attesa dello spettacolo palpabile, la confusione al massimo e poi, ad un certo punto, il buio e solo una luce  azzurro terso ad illuminare il pubblico, a rompere il confine tra il palcoscenico e gli spettatori. C’era da aspettarselo, la plastica stessa dello spettacolo lasciava prevedere che tutto in un attimo si sarebbe fuso, niente più sarebbe stato realtà, niente più finzione, il caos avrebbe intriso di sé l’intera atmosfera.
Perché tutto questo?
Perché “Caos e Cosmos” dell’Ist. “T. Confalonieri”, mette in scena la vita, il suo intenso e incessante dramma. Sul palco, più che le voci a parlare, sono i corpi e le musiche a raccontare. Il flauto iniziale è l’afflato creatore che infonde vita nei corpi inermi, bianchi, puri, che giacciono a terra: è il Caos. Poi i corpi prendono a muoversi, accompagnati dal delirio delle note, fino ad erigersi completamente, fino a vedere la luce della creazione. E’ la vita. Scena dopo scena, ad essere scandito da balli e musiche, è il cammino dell’uomo, centro di tutto il creato, in continuo bilico tra i quattro elementi: acqua, aria, terra e fuoco e in continua tensione verso l’elemento degli elementi, la luce. Luce come meta lontana, come speranza, come continua ricerca che l’uomo fa di sé, del suo io, di Dio. Ma nel cammino continue cadute, l’emergere incessante del disordine, il prevalere devastante dell’uno e dell’altro elemento: è il caos dell’esistenza che periodicamente sopraggiunge a rompere l’armonia. Poi d’improvviso il cerchio si ricompone, c’è il ritorno ai primordi, si impone la circolarità del tempo, la ruota dell’esistenza: tutto è destinato a ripetersi sotto la spinta di Eros e Thanatos, nello scontro tra Bene e Male, nell’alternarsi imperituro tra nascita e morte. In scena dunque la metafora palpabile dell’esistenza, della Natura, della sofferenza. In scena l’eterno atteggiamento dell’uomo, proteso a costruire, ma anche a distruggere la propria esistenza. E con questo atteggiamento positivo di costruzione si dipana la 1^ R.S.&T., che lentamente volge al termine, almeno nella parte spettacolare, tra grandi successi di pubblico, gran numero di giurati coinvolti, apprezzamenti estremamente positivi da parte della comunità.
Grande il gioco di squadra da parte di tutti gli Enti coinvolti per il raggiungimento di fini comuni, quali l’educazione permanente al teatro e lo sviluppo turistico; grandi i risultati finora raggiunti, al di là di qualsiasi aspettativa.